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(1) Boschi mesofili di Lestans - S.Fabian ®

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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TRE FASCE DI VEGETAZIONE MAGREDILE

Il paesaggio vegetazionale naturale dei magredi, immaginando idealmente un percorso che parte dal punto in cui scorre il torrente Cellina-Meduna e giunge fino alla sua periferia più esterna, può essere schematicamente suddiviso in tre fasce corrispondenti a tre diversi stadi di evoluzione della vegetazione:

1. il greto
2. il magredo primitivo
3. il magredo evoluto

 

Il greto è un ambiente che appare per lo più privo di vegetazione strutturata. Questa è caratterizzata dalla presenza di singole piantepionere” poco esigenti ed adattate a colonizzare le ghiaie mobili dei fiumi: oltre alle formazioni erbacee, presenti in forma di steli e cuscinetti (habitat 3220) vi attecchisce la vegetazione a salici tipica delle aree golenali (habitat 3240).

Al margine del greto, nel magredo primitivo, la vegetazione erbacea appare più strutturata ma ancora discontinua. La trama delle zolle erbose e delle piante a crescita prostata tende pian piano a chiudere le maglie di una rete che diviene sempre più fitta facendole assumere gradualmente la fisionomia di un vero prato arido. Questa fascia è probabilmente quella che maggiormente caratterizza la vegetazione dei magredi friulani e quindi della ZPS: essa si qualifica fra l’altro per la presenza di meravigliose fioriture di orchidee selvatiche (habitat più tipico: 62A0)

La fascia più esterna ed al riparo dalle periodiche alluvioni è infine occupata dalle praterie seminaturali che caratterizzano il magredo più evoluto. La costituzione di un primo strato superficiale di suolo più maturo, il cui stadio terminale è rappresentato dal terreno ferrettizato, favorisce l’affermazione di un cotico erboso di tipo continuo. Là dove l’uomo interviene con leggere concimazioni e sfalci periodici, la situazione ben presto può evolvere verso la formazione di prati stabili polifiti con presenza di specie più esigenti e buone foraggere (habitat più tipico: 6510)

 

PRATI MAGRI ED HABITAT UMIDI

All’interno della ZPS “Magredi di Pordenone” un numero considerevole di habitat di interesse comunitario è in realtà legato ai due SIC di carattere umido: quello delle  “risorgive del Vinchiaruzzo” nel Comune di Cordenons e quello della torbiera pedemontana che caratterizza il piccolo SIC presente nel Comune di Sequals. Un numero così rilevante di habitat di interesse a carattere umido si spiega con la generale attenzione della Comunità europea nei confronti degli ambienti dulciacquicoli un tempo molto diffusi e diventati ovunque sempre più rari a causa delle ingenti trasformazioni provocate dall’uomo. Fra i 12 habitat di interesse comunitario presenti nella ZPS ben 7 sono concentrati nei due piccoli SIC sopra citati e di questi 2 sono addirittura habitat considerati di rilevanza  “prioritaria” a livello continentale. Si tratta rispettivamente delle ontanete (habitat 91A0*), boschi umidi caratterizzati dalla presenza dell’ontano nero che allignano presso le rive delle rogge sorgive e nelle torbiere e dei canneti delle bassure sorgentifere, caratterizzati dalla presenza pressochè esclusiva del Falasco (Cladium mariscus: habitat 7210).

 

I BOSCHI DELLA FASCIA COLLINARE

Il lembo più settentrionale della ZPS è orlato dai bellissimi colli di Lestans e Sequals in cui si rileva la presenza di Boschi mesofili con dominanza di Quercus petraea (rovere) e Carpinus betulus (carpino bianco): habitat 91L0. Si tratta di boschi che sviluppano su suoli profondi e ricchi di humus delle bassure che dividono i colli protendendosi fino alle porzioni meno pendenti dei versanti circostanti. La loro peculiarità principale è quella di essere caratterizzati da un sottobosco ricco in geofite a precoce fioritura primaverile: anemone dei boschi (Anemone nemorosa), anemone giallo  (A. ranunculoides), dente di Cane  (Erythronium dens-canis) ecc.

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