.

Prati stabili su un vecchio argine del Dandolo - S.Fabian ©

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

RITORNA ALLA HOMEPAGE GENERALE DEL SITO
HOMEPAGE DELLA Z.P.S. MAGREDI DI PORDENONE
I LUOGHI INTERESSATI DAL PROGETTO
IL PIANO DI GESTIONE
GLI HABITAT DEI MAGREDI DI PORDENONE
LA FLORA DEI MAGREDI DI PORDENONE
LA FAUNA DEI MAGREDI DI PORDENONE
IL PROCESSO PARTECIPATIVO
english version

.

ritorna alla pagina precedente

.

LE “STEPPE” FRIULANE”

I magredi sono definiti dai botanici come steppe edafiche, cioè condizionate, più che dal clima (qui estremamente piovoso) dalle caratteristiche del suolo particolarmente permeabile e quindi arido.
Un tempo non troppo lontano, i magredi friulani si estendevano in grandioso semicerchio pedemontano a partire dal piede delle vallate del Natisone fino ai pressi dei greti del Meduna e del Cellina, ove oggi  rimangono circoscritti su pochi lembi di prateria primigenia.
Tali relitti, per estensione ed importanza, tuttavia costituiscono gli esempi di prati stabili di pianura più rilevanti e vasti dell’intera area padano-veneta-friulana.

spaceinf

I MAGREDI: UN IMPORTANTE CORRIDOIO ECOLOGICO

Da un punto di vista ecologico i magredi svolgono anche un ruolo di collegamento fondamentale per la fauna e la flora selvatica presenti nella pianura pordenonese.
A nord infatti la ZPS si sviluppa abbracciando i boschi ed i prati delle aree collinari, mentre verso sud, all’interno dei confini del sito, i magredi vengono rapidamente sostituiti dalla ricca e lussureggiante vegetazione delle risorgive. A partire da qui, questa vegetazione, attraverso i canali e le rogge si connette con quella riparia che si sviluppa seguendo il corso dei fiumi oppure, in modo ancora più capillare e ramificato, con la vegetazione umida dei fossi e delle siepi presenti nelle vicine campagne.
È per questo che il sistema colli-magredi-risorgive, nelle aree planiziali della provincia pordenonese costituisce uno degli assi portanti della Rete ecologica “Natura 2000” in Friuli Venezia Giulia.  Questa rete consente la conservazione e la redistribuzione della biodiversità nei vari distretti delle nostre campagne, contribuendo a mantenere vivo l’equilibrio di tutto l’agroecosistema circostante.

spaceinf

space

.