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Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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HOMEPAGE DELLA Z.P.S. MAGREDI DI PORDENONE
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LA FLORA DEI MAGREDI DI PORDENONE
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IL PROCESSO PARTECIPATIVO
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Triturus carnifex
Tritone crestato italiano


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PHYLUM

Vertebrata

CLASSE

Amphibia

ORDINE

Urodela

FAMIGLIA

Salamandridae

SPECIE

Triturus carnifex (Laurenti, 1768)

LEGISLAZIONE A TUTELA DELLA SPECIE

 

Direttiva Habitat all.II
Direttiva Habitat all.IV
Convenzione di Berna all.II
Legge regionale 9/2007

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE

 

Si tratta di un grosso urodelo (raggiunge i 18 cm coda compresa) diffuso in buona parte d'Italia, pur essendo ancora comune in tutta la pianura del Friuli Venezia Giulia, è comunque suscettibile di graduale rarefazione a causa della perdita degli habitat riproduttivi. Per l'accoppiamento infatti necessita di acque ferme o lentamente fluenti più profonde di 30 cm, con buona copertura vegetale e non inquinate. Quando è a terra, vive in campi, prati e boschi, mai troppo lontani dal sito di riproduzione. Sverna generalmente sotto le pietre o interrato; i maschi raggiungono l'acqua a partire dalla fine di febbraio e rimangono in acqua fino ad agosto. Il rituale di accoppiamento è complesso; la femmina depone fino a 400 uova attaccandole alla vegetazione o alle pietre del fondo. La specie risulta piuttosto longeva: in taluni casi può raggiungere anche i 18 anni di età. Si tratta di una specie predatrice dallo spettro alimentare ampio. Le larve si nutrono di invertebrati acquatici, mentre negli adulti la dieta è composta da prede più grandi (insetti, molluschi, lombrichi, sanguisughe e piccoli crostacei ma anche giovani e adulti di altri tritoni o giovani della propria specie). La causa principale del declino di questa specie è la progressiva distruzione degli habitat, l'eccessiva semplificazione ambientale, ma anche la presenza di fattori inquinanti nelle acque e l'introduzione di salmonidi nei corsi d'acqua.

Trend Magredi

Non rilevato

 

Distribuzione Magredi

1976 Comune
1977 Comune
1999 Comune
2007 Non aggiornata

VULNERABILITÀ

 

Status IUCN

a minor rischio

Criticità zona

Presente equamente in zona e nel territorio nazionale

Fragilità ecologica

Bassa

RELAZIONI CON GLI HABITAT

 

ADULTO

• UP4

TORBIERE BASSE ALCALINE CON ALTO APPORTO IDRICO DELLA PIANURA DOMINATE DA SCHOENUS NIGRICANS (7230)
Erucastro-Schoenetum nigricantis Poldini 1973 em. Sburlino et Ghirelli 1994

• UC11

VEGETAZIONI SU SUOLI A FORTE IMBIBIZIONE D'ACQUA DOLCE E DELLE OLLE DI RISORGIVA DOMINATE DA CLADIUM MARISCUS (7210)
Mariscetum serrati Zobrist 1953

• PM1

PRATI DA SFALCIO DOMINATI DA ARRHENATHERUM ELATIUS (6510)
Arrhenatherion elatioris W. Koch 1926

• PU3

PRATERIE IGROFILE PLANIZIALI-COLLINARI DOMINATE DA MOLINIA CAERULEA (6410)
Plantagini altissimae-Molinietum caerulae (Pignatti 1953) Marchiori et Sburlino 1982

• BU5

BOSCHI RIPARI PLANIZIALI DOMINATI DA SALIX ALBA E/O POPULUS NIGRA (92A0)
Salicetum albae Issl. 1926

• BU2

ARBUSTETI RIPARI PREALPINI DOMINATI DA SALIX ELEAGNOS (3240)
Salicetum incano-purpureae Sillinger 1933

• BU10

BOSCHI DOMINATI DA ALNUS GLUTINOSA (91E0)
Alnion glutinosae Malcuit 1929

• AF7

SPECCHI D’ACQUA POCO PROFONDI CON OSCILLAZIONI DI LIVELLO A VEGETAZIONE RADICANTE (3260)
Ranunculion aquatilis Passarge 1964

• UP5

TORBIERE BASSE ALCALINE CON MODERATO APPORTO IDRICO PLANIZIALI E COLLINARI DOMINATE DA SCHOENUS NIGRICANS (7230)
Erucastro-Schoenetum nigricantis Poldini 1973 em. Sburlino et Ghirelli 1994 scorzoneretosum humilis Sburlino et Ghirelli 1994

• UP7

TORBIERE BASSE ALCALINE SUBALPINE DOMINATE DA CAREX DAVALLIANA (7230)
Caricetum davallianae Dutoit 1924 em. Görs 1963

LARVA

• AF7

SPECCHI D’ACQUA POCO PROFONDI CON OSCILLAZIONI DI LIVELLO A VEGETAZIONE RADICANTE (3260)
Ranunculion aquatilis Passarge 1964

MINACCE PER LA SPECIE

 

• 110

USO DI PESTICIDI

 
 

Insetticidi, funghicidi e anticrittogamici possono agire direttamente sul sistema endocrino degli anfibi, alterandone oogenesi e meccanismi di differenziazione del sesso.

medio rischio

• 120

FERTILIZZAZIONE

 
 

È stato dimostrato che l'eutrofizzazione, conseguente all'utilizzo di fertilizzanti, può aumentare la trasmissione di patogeni dai molluschi agli anfibi. Tali agenti patogeni causano malformazioni negli anfibi e aumentano la mortalità.

medio rischio

• 151

SISTEMAZIONE FONDIARIA: RIMOZIONE DI SIEPI E BOSCHETTI

 
 

La riduzione della vegetazione spontanea lungo i fossi, i campi agricoli e i confini di proprietà porta all' inaridimento della zona e alla conseguente scomparsa di siti di rifugio che permetterebbero altresì agli anfibi di evitare l'esposizione prolungata a condizioni climatiche non idonee durante gli spostamenti.

medio rischio

• 164

GESTIONE FORESTALE: TAGLIO RASO

 
 

Il taglio raso del bosco, così come l'incendio, causa la diminuzione della complessità strutturale del suolo, l' alterazione del microclima e l'aumento delle fluttuazioni giornaliere della temperatura. L'aumentata aridità influenza negativamente la distribuzione, l'abbondanza e la ricchezza di anfibi. Tutti questi effetti possono perdurare molto a lungo dopo che il taglio o l'incendio è avvenuto. I disboscamenti non sono oggigiorno frequenti nella nostra regione dove si sta verificando piuttosto un ampliamento delle aree boscate.

alto rischio

• 800

DISCARICHE, BONIFICHE E PROSCIUGAMENTI IN GENERE

 
 

La scomparsa di ecosistemi limnici, anche ad invaso temporaneo o di piccola estensione, ha provocato la riduzione nella consistenza di molte popolazioni di anfibi ed eliminando molti siti riproduttivi. Le popolazioni finiscono così per essere isolate e quindi più vulnerabili.

alto rischio

• 966

RELAZIONI FAUNISTICHE INTERSPECIFICHE: ANTAGONISMO DOVUTO ALL'INTRODUZIONE DI SPECIE

 
 

Studi provano la predazione delle uova di Triturus da parte di piccoli pesci come Gambusia spp. e Alburnus spp. In Italia le introduzioni incontrollate hanno portato alla scomparsa di tantissime popolazioni di Urodeli. In Lombardia l'immissione di Salmo [trutta] trutta negli invasi alpini ha portato quasi all'estinzione Triturus alpestris alpestris.

alto rischio

MISURE DI CONSERVAZIONE

 

INTERVENTI ATTIVI

• IA9

Acquisizione di terreni agricoli in aree umide per il recupero di rogge, torbiere e aree ripariali esondabili

• IA10

Interventi di ripristino di prati umidi e torbiere

• IA11

Interventi per la creazione e manutenzione di laghetti, pozze, stagni e fossati

• IA15

Controllo ed eradicazione delle specie alloctone

• IA16

Interventi di miglioramento ecologico e ripristino dei boschi igrofili

INCENTIVAZIONI E INDENNITÀ

• IN1

Incentivazione per la riduzione dell'uso dei prodotti fitosanitaria a favore dell'agricoltura biologica e integrata

• IN2

Conversione dei seminativi, mantenimento dei prati, dei pascoli e delle fasce inerbite

• IN4

Realizzazione di impianti di fitodepurazione

• IN6

Incentivi per il ripristino e la manutenzione delle siepi e delle fasce boscate

• IN8

Incentivi per la costituzione e mantenimento di stagni e laghetti

• IN9

Incentivi per il ripristino e la manutenzione degli ambienti ripariali

• IN10

Indennizzi connessi ai vincoli relativi alle utilizzazioni forestali

• IN11

Indennizzi relativi ai vincoli sull'impiego di fertilizzanti nei comuni al di fuori delle aree vulnerabili ai sensi della norma collegata alla direttiva nitrati

PROGRAMMI DI MONITORAGGIO E/O RICERCA

• MR9

Monitoraggio delle specie di mammiferi, anfibi, rettili e invertebrati con particolare riferimento alle specie elencate nelle schede dei sic presenti all'interno della zps

• MR13

Sviluppo di un sistema di indicatori biologici e relativi monitoraggi

• MR14

Monitoraggio dei corpi idirici: corsi d'acqua secondari non censiti (rogge di risorgiva) e delle raccolte d'acqua (polle, fossi, stagni).

• MR15

Monitoraggio ed elaborazione di un disciplinare per un corretto uso delle acque

• MR16

Monitoraggio delle proprietà relative a superfici coltivate in area esondabile

PROGRAMMI DIDATTICI

• PD1

Sensibilizzazione operatori economici locali: agricoltori e allevatori

• PD2

Azioni informative sull' adesione a sistemi di certificazione di sostenibilità ambientale in pioppicoltura promosse dalla regione friuli venezia giulia

• PD3

Sensibilizzazione e formazione di cacciatori e pescatori sportivi

• PD6

Programma di informazione e sensibilizzazione della popolazione

• PD8

Formazione specifica per i monitoraggi degli habitat e delle specie di flora e fauna rivolta a personale della regione e della provincia

REGOLAMENTAZIONI

• RE1

Conservazione prati stabili

• RE3

Conversione delle colture fortemente “energivore”, “idrovore “ e ad elevato impatto ambientale

• RE4

Riduzione dell'impatto dei prodotti fitosanitari e protocolli relativi alla pratica dell'agricoltura integrata

• RE5

Regolamentazione dell'impiego di fertilizzanti e divieto di spargimento di liquami o altre sostanze organiche

• RE6

Conservazione delle siepi e delle fasce boscate

• RE8

Divieto di tombinatura dei fossi e delle roggie

• RE9

Manuntenzione e gestione degli ambienti ripariali

• RE10

Divieto di nuovi interventi di riordino fondiario e bonifica all'interno del perimetro della zps

• RE13

Regolamentazione delle utilizzazioni forestali

• RE18

Divieto di immissione di specie animali e vegetali alloctone e regolamenti per il controllo della vegetazione alloctona e ruderale

• RE20

Divieto e regolamentazione di immissioni ittiche a scopo alieutico

• RE22

Divieto di realizzazione di nuovi impianti di itticoltura di acqua dolce o di pesca sportiva

• RE24

Divieto di costruzione di nuove centrali idroelettriche

• RE27

Regolamentazione e disciplina del prelievo delle ghiaie in alveo

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The Amphibiaweb Database
http://amphibiaweb.org

The Global Amphibian Assessment (GAA)
http://www.globalamphibians.org

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Dolce, S. & Stoch, F. 1984
Su alcuni casi di neotenia in "Triturus alpestris alpestris" (Laur.) "Triturus cristatus carnifex" (Laur.) e Triturus vulgaris meridionalis" (Boul.) nel Friuli Venezia Giulia (Italia Nord-Orientale).
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Stoch, F. & Dolce, S. 1985
Osservazioni sull'alimentazione degli Anfibi: II.'Tritirus cristatus carnifex' (Laur.,1768) negli stagni del Carso triestino (Italia Nordorientale).
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