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Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

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HOMEPAGE DELLA Z.P.S. MAGREDI DI PORDENONE
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IL PROCESSO PARTECIPATIVO
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Lethenteron zanandreai
Lampreda padana


A. Toselli ©

PHYLUM

Vertebrata

CLASSE

Agnatha

ORDINE

Petromyzontiphormes

FAMIGLIA

Petromyzontidae

SPECIE

Lethenteron zanandreai (Vladykov, 1955)

LEGISLAZIONE A TUTELA DELLA SPECIE

 

Direttiva Habitat all.II
Direttiva Habitat all.V
Convenzione di Berna all.II
Legge regionale 9/2007

CARATTERISTICHE ECOLOGICHE

 

Le lamprede appartengono al gruppo di pesci chiamati agnati ("senza mascelle"). Hanno uno scheletro cartilagineo e la pelle senza scaglie. La loro particolarità è la bocca circolare a ventosa fornita di piccoli denti affilati. La lampreda padana è una specie che trascorre tutta la vita esclusivamente nelle acque dolci, fredde e limpide, come quelle delle risorgive. E’ specie bentonica stenoecia. Raggiunge al massimo 20 cm. Il periodo di riproduzione va da gennaio alla tarda primavera, ed è preceduto da piccole migrazioni degli adulti verso tratti di corsi d’acqua con corrente vivace e fondale ghiaioso. Per riprodursi, i riproduttori si raggruppano nei luoghi di deposizione delle uova, nuotando aggrovigliati (è la “frega”, che dura parecchi giorni). La femmina depone in una cavità del fango fino a 1500- 2000 uova che si schiudono dopo 10 giorni. Le larve diventano adulte dopo 4-5 anni dopo una metamorfosi lunga due mesi. La Lampreda Padana
non parassita altri pesci come le altre lamprede e si nutre soltanto durante la fase larvale; con la metamorfosi la comparsa degli occhi e della dentatura è accompagnata dalla degenerazione dell’intestino. Dedica la breve fase adulta esclusivamente alla riproduzione. La lampreda padana è endemica dei corsi d'acqua del versante alpino della pianura padano-veneta e vive nelle acque delle risorgive friulane
della bassa pianura e della fascia pedemontana. È stata descritta per la prima volta nel 1955. La specie è in pericolo a causa della distruzione degli ambienti fluviali e di risorgiva.

Trend Magredi

Non rilevato

 

Distribuzione Magredi

1995 Localizzata
2007 Non aggiornata

VULNERABILITÀ

 

Status IUCN

a minor rischio

Criticità zona

Presente equamente in zona e nel territorio nazionale

Fragilità ecologica

Media

RELAZIONI CON GLI HABITAT

 

GENERALE

• AC6

FIUMI DI RISORGIVA ED ALTRI CORSI D’ACQUA CON VEGETAZIONE SOMMERSA RADICANTE (3260)
Ranunculion fluitantis Neuhaeusl 1959

MINACCE PER LA SPECIE

 

• 120

FERTILIZZAZIONE

 
 

L'eutrofizzazione, conseguente all'uso di fertilizzanti, può avere effetti dannosi sulle specie acquatiche.

medio rischio

• 130

IRRIGAZIONE

 
 

La lampreda Padana è una specie bentonica. Gli ammoceti (larve) vivono immersi nel substrato mentre gli adulti depongono i gameti sui fondali costituiti di ghiaia. L'alterazione degli assetti naturali dei corsi idrici e la modifica degli habitat ad essi associati si ripercuotono in maniera significativa sulla biologia di questa specie.

alto rischio

• 220

PESCA SPORTIVA

 
 

La pesca sportiva ha effetti indretti sulla biologia di questa specie. I salmonidi, immessi in modo massiccio per la pesca, predano le Lamprede, soprattutto allo stadio larvale. La specie viene inoltre utilizzata come esca nell'attività alieutica.

medio rischio

• 300

ESTRAZIONE DI SABBIA E GHIAIA

 
 

La lampreda Padana è una specie bentonica. Gli ammoceti (larve) vivono immersi nel substrato mentre gli adulti depongono i gameti sui fondali costituiti di ghiaia. Il prelievo di questi substrati risulta quindi deleterio per la specie.

alto rischio

• 701

INQUINAMENTO: INQUINAMENTO DELL'ACQUA

 
 

L'inquinamento delle acque e dei substrati degrada l'ambiente di crescita degli ammoceti (larve).

alto rischio

• 830

CANALIZZAZIONE

 
 

La lampreda Padana è una specie bentonica. Gli ammoceti (larve) vivono immersi nel substrato mentre gli adulti depongono i gameti sui fondali costituiti di ghiaia. L'alterazione degli assetti naturali dei corsi idrici e la modifica degli habitat ad essi associati si ripercuotono in maniera significativa sulla biologia di questa specie.

alto rischio

• 850

MODIFICHE DEL FUNZIONAMENTO IDROGRAFICO IN GENERALE

 
 

L'abbassamento delle falde, dovuto a captazioni idriche, riduce la quantità d'acqua presente nei corsi d'acqua delle risorgive, determinando inoltre il prosciugamento dei tratti superiori e la generale migrazione verso meridione della fascia di emergenza delle acque.

medio rischio

• 853

MODIFICHE DEL FUNZIONAMENTO IDROGRAFICO IN GENERALE: GESTIONE DEL LIVELLO IDROMETRICO

 
 

L'abbassamento delle falde, dovuto a captazioni idriche, riduce la quantità d'acqua presente nei corsi d'acqua delle risorgive, determinando inoltre il prosciugamento dei tratti superiori e la generale migrazione verso meridione della fascia di emergenza delle acque.

medio rischio

• 966

RELAZIONI FAUNISTICHE INTERSPECIFICHE: ANTAGONISMO DOVUTO ALL'INTRODUZIONE DI SPECIE

 
 

I salmonidi, immessi in modo massiccio per la pesca sportiva, predano le Lamprede, soprattutto allo stadio larvale.

alto rischio

MISURE DI CONSERVAZIONE

 

INTERVENTI ATTIVI

• IA9

Acquisizione di terreni agricoli in aree umide per il recupero di rogge, torbiere e aree ripariali esondabili

INCENTIVAZIONI E INDENNITÀ

• IN4

Realizzazione di impianti di fitodepurazione

• IN9

Incentivi per il ripristino e la manutenzione degli ambienti ripariali

• IN11

Indennizzi relativi ai vincoli sull'impiego di fertilizzanti nei comuni al di fuori delle aree vulnerabili ai sensi della norma collegata alla direttiva nitrati

PROGRAMMI DI MONITORAGGIO E/O RICERCA

• MR10

Monitoraggio della fauna ittica

• MR13

Sviluppo di un sistema di indicatori biologici e relativi monitoraggi

• MR14

Monitoraggio dei corpi idirici: corsi d'acqua secondari non censiti (rogge di risorgiva) e delle raccolte d'acqua (polle, fossi, stagni).

• MR15

Monitoraggio ed elaborazione di un disciplinare per un corretto uso delle acque

• MR16

Monitoraggio delle proprietà relative a superfici coltivate in area esondabile

PROGRAMMI DIDATTICI

• PD1

Sensibilizzazione operatori economici locali: agricoltori e allevatori

• PD3

Sensibilizzazione e formazione di cacciatori e pescatori sportivi

• PD6

Programma di informazione e sensibilizzazione della popolazione

• PD8

Formazione specifica per i monitoraggi degli habitat e delle specie di flora e fauna rivolta a personale della regione e della provincia

REGOLAMENTAZIONI

• RE3

Conversione delle colture fortemente “energivore”, “idrovore “ e ad elevato impatto ambientale

• RE5

Regolamentazione dell'impiego di fertilizzanti e divieto di spargimento di liquami o altre sostanze organiche

• RE9

Manuntenzione e gestione degli ambienti ripariali

• RE20

Divieto e regolamentazione di immissioni ittiche a scopo alieutico

• RE24

Divieto di costruzione di nuove centrali idroelettriche

BIBLIOGRAFIA

Gandolfi, G., Zerunian, S., Torricelli, P. & Marconato, A. 1991
I pesci delle acque interne italiane.
Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Stoch, F., Paradisi, S. & Buda Dancevich, M. 1995
Carta ittica del Friuli Venezia Giulia.
Ente tutela pesca Friuli Venezia Giulia.

Zerunian, S. & Taddei, A.R. 1996
Pesci delle acque interne italiane: status attuale e problematiche di conservazione.
Settore Diversità Biologica WWF Italia.

Zerunian, S. 2002
Iconografia dei pesci delle acque Interne d'Italia.
Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio -Unione Zoologica Italiana.

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